June 29, 2007
L'essenza della Lucidità
Che il comprendere il mondo sia tutto si impone da sè stesso. Il concepire una rappresentazione della realtà è una necessità che non si decide: si afferma. Che il mondo sia il mio mondo lo posso volere, che il mio mondo sia autosussistente devo evitarlo. Il pragmatismo si delinea come conseguenza logica di una analisi teoretica del nuovo. Se ad esempio la mattina mi alzo e penso a quello che devo fare, questo mio pensiero prima o poi si concretizzerà. Il comprendere il legame lucido e non scriteriato tra pensiero e mondo crea il mio mondo se lo voglio. Se voglio questa mattina andrò al mare. Ad esempio una trinità metafisica come: dio, uomo, mondo allarga i protagonisti del nostro sentire. In questo senso sono Io che decido quali interlocutori possono partecipare al gioco dell'esistenza. Il determinarsi di uno stato di cose non si impone da sè. Il mio atteggiamento si autoimpone. Io com-prendo
June 26, 2007
La velocità dell'azione
La potenza della velocità è unica. Essa si configura come il ritmo della vita e della grandezza che si apre ai nostri occhi. Le schegge di precisione che traboccano dal ritmo dell'avanzamento si accoppiano al sentire la realtà matematica. Esso stesso è azione. Lo scorrere del ritmo incalzante atteggia il viso all'affronto, io mi pongo dinnanzi procedendo agile nei confronti di ciò che mi si pone. Come quando la mia mente è concentrata nel concetto che mi rende invincibile, così il ritmo preciso e potente della velocità fa in modo che io abbia il controllo su ciò che affronto. Il mio essere centro del mondo in quei momenti si identifica con un sentire la lucidità della mia mente. Questà è l'azione pura; questa è l'apparteneza totale allo scorrere delle cose. Questo è il mio essere fiero protagonista. In tali metodi va ricercato il fulcro su cui innalzare il palazzo del potere. Gli altri si scostano dalla scheggia che svirgola.
La Decisione del nuovo
Azione e contrazione. Se l'agire di un singolo non ottiene successi si ipotizza la necessità dell'azione congiunta con altri singoli. La risoluzione del problema dell'impossibilità di raggiungere degli scopi in maniera autonoma passa necessariamente attraverso l'analisi del mio sentire gli altri. Ho bisogno o non ho bisogno? Decisione, chiarezza, categoricità: una siffatta trinità ci redime. La pianificazione del raggiungimento dello scopo si impregna degli umori degli uomini che incontro nel mio cammino e mio compito è mischiarmi con essi. La vita è nel mondo. Quello che ci si prospetta in questi termini è il forgiare un'attitudine nuova votata all'azione di petto, allo schiaffo e al pugno.
June 22, 2007
Evocare godendo
Il sesso è la potenza. La volontà sessuale è l'apertura alla vita. Il fattore della sperimentazione nel sesso è in egual misura potente alla volontà del creare nel mondo un mio mondo. In questo senso la forza che ci spinge a godere ci fa amare la nostra vita. L'azione sessuale partecipa alla nostra azione nel mondo e ci fa essere più dei, che uomini. Il moralismo anti gaudente è la volontà di morte. I movimenti che propinano etiche asessuate devono essere colpite alla radice come istigatrici alla remissività. Etica non v'è se non nella convinzione che la vità è una scheggia di luce che svirgola bruciando ciò che incontra. Morale non v'è se non nelle false ideologie che puzzano di vigliaccheria, fetide convinzioni che rotolano nel merdaio dei musei viventi. Gente questa destinata a lsciare ben presto questo mondo che crede sarà sempre come loro lo vogliono. L'errore se ne andrà con loro. Già ora le opere si stanno compiendo.
June 20, 2007
La conseguenza logica
Il permissivismo crea arroganza. Questo fenomeno proviene dall'ignoranza. Esso si manifesta nel momento in cui non si sa come gestire la circostanza a cui si e chiamati a rispondere. Bisogna guardarsi dalle persone irascibile. Queste non sanno affrontare a viso aperto i loro nemici ed agiscono subdolamente. Il controllo dell'ira è basilare. Il controllo dei sentimenti è fondamentale. Non è necessario essere di ghiaccio, ma si richiede una lucida analisi delle proprie attitudini al sentire, che possano aiutarci nella nostra azione e che non impediscano il delinearsi dello scopo alla nostra vista. Agire per sgomberare la mente e per non subire il turbinio delle false credenze permette anche di non subire noi stessi la nostra ira. La conseguenza dell'azione pura è l'eliminazione dell'agitazione intima. Essa stessa non esiste nella retta della decisione.
June 13, 2007
L'essere impetuoso
Il credere che esista il sussistere di uno stato di cose immanente e atemporale non conduce ad una analisi critica poichè postula la presenza di significati nascosti dietro ogni tipo di circostanza. E' come dire che un fatto avviene per una causa misteriosa. E' come affermare che esista una qualche forma di influenza che agisce per ragioni sconosciute o senza apparenti ragioni. Il senso pratico è l'olfatto del vincente, in senso biologico e darwiniano. L'agire pragmaticamente ha significato perchè può essere reso visibile. Questo concetto è basilare.
Non attendere e non indugiare.
L'azione è pura.
La lucidità del gesto è risolutrice.
I termine dell'azione sono l'individuo e lo spazio.
Il concetto del misteriso non è utile.
Il gesto di rivalsa rende noi uomini consapevoli della impossibilità dell'intervento esterno.
Noi agiamo.
L'attendere è il non agire. Se ad esempio io non faccio nulla, allora anche il mio spazio non evolve.
Questo perchè la percezione del mondo esterno passa in primo luogo dalla mia rappresentazione dei legami ,che io vedo interagire nel mondo. E' possibile ad esempio che io veda legami e cause forse dove non esistono. Forse ciò che credo è una credenza debole, che non mi fortifica. Io neccessito della determinazione del volere. La vita è breve ed è mia.
Non attendere e non indugiare.
L'azione è pura.
La lucidità del gesto è risolutrice.
I termine dell'azione sono l'individuo e lo spazio.
Il concetto del misteriso non è utile.
Il gesto di rivalsa rende noi uomini consapevoli della impossibilità dell'intervento esterno.
Noi agiamo.
L'attendere è il non agire. Se ad esempio io non faccio nulla, allora anche il mio spazio non evolve.
Questo perchè la percezione del mondo esterno passa in primo luogo dalla mia rappresentazione dei legami ,che io vedo interagire nel mondo. E' possibile ad esempio che io veda legami e cause forse dove non esistono. Forse ciò che credo è una credenza debole, che non mi fortifica. Io neccessito della determinazione del volere. La vita è breve ed è mia.
June 11, 2007
L'attitudine al grandioso
E' compito di ognuno inserirsi nel mondo. L'essere a livello mondano ci consente l'interazione con esso in modo mondano. La potenzialità della nostra esistenza si concretizza nella azione nel mondo. Il nostro agire allora, si attua in parte in noi stessi e in parte fuori di noi. L'uomo decide il suo agire. Il mondo si piega al volere dell'uomo. Io nel mondo rappresnto la potenzialità del Dio. Io nel mondo posso. Io nel mondo devo ragionare in questi termini.
June 4, 2007
Le tre fasi
La possibilità di una azione si afferma nello spazio della sua realizzazione, cosicchè è possibile ciò che io penso sia possibile. L'atto puro si identifica con l'azione pura. Io affermo e dico l'apertura e la chiusura del mondo all'individuo: io affermo e dico le due fasi del mondo. La terza fase del mondo si identifica con il cementificarsi della volontà. La terza fase del mondo trascende il mondo: il mondo non esiste se io non lo voglio.
June 1, 2007
Il particolare del mondo
LA DETERMINAZIONE INDIVIDUALE VA FORMATA CON LA DISCIPLINA. UNA DISCIPLINA VOLONTEROSA E NON AUSTERA. COMPLETAMENTE CONTRARIA. IO NON ACCETTO QUESTO ERGO FACCIO QUEST'ALTRO. IL MONDO SI PRESUPPONE ESSERE UNO.
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