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February 11, 2010

The "INSIDE ART"


The INSIDE ART is an Italian underground movement. It likes inside parts of the body or everything is inside of a big structure; for example the internal part of a washing machine....These structures rappresent the world in which we live, because we understand the world because we are inside the world.....

February 2, 2010

2011: Poor Art in Italy

Poor Art A great Poor Art happening will start at the beginning of September 2011 in many Italian cities, like Milan, Rome and Bologna. The project is coordinated by Triennale. It is a very interesting idea indeed, because there will be many different paintings of "poor art" in the most important Italian museums. Poor Art is an artistic movement that was born in Italy in 1967; it is similar to conceptual art, but at the same time it is different, something against the traditional point of view, in which these artists recognise the static prison of ideas. They wanted to create something simple with elementary material ingredients, like clay, iron, plastic, wood or everything else like poor materials. The most important artist of this movement was Germano Celant, but we must also remember Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone, Alighiero Boetti e Giulio Paolini.
Poor Art Kunellis

January 12, 2010

Yasuo Sumi e il Gutai

Yasuo Sumi, Gutai
Il movimento artistico del Gutai fu fondato nel 1954 ad Osaka da Jiro Yoschihara, il movimento Gutai rappresenta una delle avanguardie artistiche che ha saputo colpire gli uomini nella loro quotidianeità. Con rappresentazioni teatrali, calligrafismo, performance, pittura e scultura unite ad un grande soffio innovatore trasversale. Il gruppo fu denominato anche "avanguardia sotto il cielo" per la consuetudine di allestire mostre all'aperto.Il significato del nome, «concretezza», di per sé è fuorviante poiché ne copre sì e no la metà dello spirito. «Concretezza» come ripudio della figura, per dar libero sfogo a colate, a stoccate di colore simili a esplosioni, ad atti di macelleria, a un tripudio di vitalismo ispirato a una natura incontenibile.Nelle parole del Manifesto dell’arte Gutai, scritto dal portavoce Yoshihara: «L’arte Gutai dà vita alla materia... La materia rimane tale e, quando viene sollecitata, rivela le sue proprietà, comincia a raccontare la sua storia, a gridarla anche». A rimarcare nella maniera più netta l’infusione di vigore assieme alla riproposta più o meno consapevole delle
avanguardie storiche è l’ambientazione delle mostre, che istintivamente insofferente
alla tradizionale, accademica collocazione in un museo o in una galleria d’arte trasloca al di fuori delle quattro mura per dipanarsi in una pomposa scenografia all’aperto, nel “plein air” dello spazio reale. Yasuo Sumi, GutaiÈ un salto, un’accelerata. Fino ad allora nessun artista aveva osato tanto.Il gruppo Gutai anticipa l' happening, le performance, le installazioni; sono questi artisti che con le loro opere ridisegnano l'arte, essa diventa esperienza e coinvolgimento del pubblico e degli spazi che la ospita.

September 30, 2009

Mutoid Waste Company

Mutoid Waste Company

"La Mutoid Waste Company nasce a Londra nel 1986 e dal 1991 ha una "sede" a Santarcangelo di Romagna. Il nome stesso della compagnia riassume la filosofia di vita dei suoi componenti: da rifiuti inorganici di diverso tipo quali ferro, plastica, gomma, fibra di vetro, alluminio, rame e ottone prendono vita sculture assolutamente uniche e inconfondibili. Mutoid Waste Company
Un costante flusso di mutazione accompagna non solo l'ideazione ma la raccolta stessa dei materiali, la tecnica di lavorazione, l'attuazione fino alla rifinitura dei progetti.La Mutoid Waste Company si considera un gruppo di riciclatori capaci di riutilizzare i rifiuti urbani trasformandoli da rottami in opere d'arte. I Mutoid sono essenzialmente nomadi: viaggiano, lavorando in parti diverse del mondo, ciascuno con il proprio particolare stile e campo di applicazione favorito, sempre pronti a lasciarsi trascinare dalla passione di trarre nuove forme da oggetti già ripudiati e proprio per questo pronti ad assumere una nuova e diversissima natura.Mutoid Waste Company La trasformazione dei rottami richiede una notevole quantità d'attrezzature, quali flessibili - martelli - saldatrici - trapani - punzoni - rivettatrici - avvitatori - occhiellatrici - chiavi - bussole - pennelli - aerografi - colle - resine ecc. a cui ovviamente si affianca l'esperienza ventennale dei componenti del gruppo, che hanno dato vita alle più svariate creazioni artistiche: sculture, lavori, collaborazioni, installazioni, esposizioni, spettacoli di palco, parate e show di piazza, feste, musica, festival, workshop, costruzioni per il teatro, parchi di divertimento, locali pubblici e costumi per il cinema e per la moda.Negli ultimi anni il gruppo ha partecipato ai seguenti eventi:Mostra in collaborazione con MUSAS, MET ed il Comune di Santarcangelo, 2006
Laboratorio di Costumi, con ragazzi diversamente abili, collaborazione con Ora D’Aria (Centro Giovani) Santarcangelo, 2006
Ecomondo, Fiera di Rimini, edizione 2005 e 2006
Wrekon Mutoid Laboratory, L’Ecole del Rusco, laboratorio, Hera ed il Comune di Bologna, 2006
Festival di Filosofia, Carpi, edizione 2006
Wrekon – Waste not Art, mostra, Comune di Finale Emilia, 2004
Fuji Rock Festival, Naeba, Provincia di Niigata, Giappone, edizioni 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006
Glastonbury Performing Arts Festival, England, edizioni 1987, 1989, 2004 e 2005
Rocket Festival of Music and Arts, Granada, Spagna, edizioni 2005 e 2006"
Mutoid.Fonte:iatsantarcangelo

February 19, 2009

IL MANIFESTO FUTURISTA

Filippo Tommaso Marinetti
IN QUESTI GIORNI CARI A TUTTI NOI FUTURISTI VOGLIO ULARE PER RICORDARE DI MARCIARE E NON MARCIRE.

Le Figaro - 20 febbraio 1909

1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le marce multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.

Filippo Tommaso Marinetti